Il museo archeologico eoliano - Sala XXIV

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Ogni sala del Museo Archeologico Eoliano č fornita di apposite didascalie in italianoed in inglese che guidano il percorso di visita: le didascalie rosse riportano le notizie essenziali sui materiali esposti; quelle nere forniscono descrizioni pių ampie e dettagliate.

Orario invernale d'apertura: 9.00-13.30 / 15.00-18.00
Orario estivo d'apertura: 9.00-13.30/ 16.00-19.00.
Gruppi max 30 persone - Biglietto € 4,50 per persona da 18 a 65 anni
Per informazioni: tel. +39 090 9880174 - 9880594 Fax +39 090 9880175

SALA XXIV. Corredi della prima metā del III secolo a.C., sino al 252 - 251 a.C. (distruzione di Lipāra da parte dei Romani durante la prima guerra punica). Sono caratterizzati dall'abbondante presenza di ceramica figurata policroma (nella quale alla tradizionale tecnica a "figure rosse" si aggiunge l'abbondante impiego di vivi e svariati colori a tempera (rosso, azzurro, giallo, bianco, etc.), applicati dopo la cottura del vaso, delle officine eoliane della prima metā del III secolo a.C., che producono anche ceramica a decorazione sovradipinta, dello "stile di Gnathia" e a vernice nera. Caposcuola della produzione figurata policroma é il Pittore di Lipari, fra il 300-290 ed il 270 a.C. circa; suoi seguaci e continuatori, Pittori della "Sphendone bianca" (sorta di fascia che cinge i capelli femminili), delle tre Nikai (le vittorie alate), della Colomba e di Falcone (il cui vaso eponimo, da Falcone presso Tindari, é conservato al Museo di Palermo), che prosegue la sua produzione successivamente alla fine dell'attivitā del Pittore di Lipari. Peculiari, oltre la tecnica, si rivelano anche i soggetti raffigurati, tutti dedicati al mondo femminile e riflettenti particolari aspetti del dionisismo funerario: la frequente rappresentazione di scene nuziali simboleggia la felicitā ultraterrena della mistica unione dell'anima con la divinitā dopo la morte. Al pittore di Lipari (con la parziale eccezione del pittore di Falcone) si devono le opere di maggior perizia pittorica e compositiva: p.e. le due grandi lekanai con le Beatitudini dei Campi Elisi, quella con le nereidi recanti le armi di Achille; le due pissidi skyphoide (vasi con coperchio - pissidi - a forma di "skyphoi", cioč tazze con due manici) con la dea Hera prossima alle nozze etc. Nell'ambito della ceramica dello "stile di Gnathia" del tutto particolare si presenta, nel decennio precedente la distruzione del 252/251 a.C., l'opera del Pittore dei Cigni, aperto al nuovo gusto decorativo che caratterizza, nel mondo greco, la produzione ceramica della prima fase dell'etā ellenistica. Particolarmente significativa del periodo in cui Lipari, dal 269 a.C. divenne base navale cartaginese, é una stele funeraria in pietra lavica di tipo punico, sagomata ad edicola. Accanto ai corredi tombali sono esposti, nelle due vetrine lungo la parete orientale, i materiali di due "favissae" (fosse votive) nell'area della necropoli.
Acropoli del Castello di Lipari Sala XI. Sala XII. Neolitico ed eneolitico
Sala II. Terza fase del neolitico eoliano Sala XIII. Antica etā del Bronzo
Sala III. Neolitico Superiore Sala XIV. Antica etā del Bronzo
Sala IV. Fase media dell'Eneolitico

Sala XV. Sala XVI Sala XVII Necropoli protovillanoviana

Sala V. Prima etā del Bronzo Sala XVIII. Sala XIX Sala XX Sala XXI. Corredi funerari del VI,V e del IV secolo a.C.
Sala VI. Prima etā del Bronzo Piano Terra Sala XXII. Corredi del IV secolo a.C.
Sala VII. Tarda Etā del Bronzo Sala XXIII. Terrecotte figurate sacrali e teatrali
Sala VIII. Ausonio II. Fine XII-X secolo Sala XXIV. Corredi della prima metā del III secolo a.C
Sala IX. Fasi finali dell'Ausonio II Sala XXV SALA XXVI. Lipari, romana, bizantina, medievale e moderna
Sala X. Topografia della Lipāra greco-romana Sala XXVII. Archeologia sottomarina

Le anfore al Museo Archeologico di Lipari

 

 

 

 


 

 


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