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Ogni
sala del Museo Archeologico Eoliano è fornita di apposite
didascalie in italiano ed in inglese che guidano il percorso
di visita: le didascalie rosse riportano le notizie essenziali
sui materiali esposti; quelle nere forniscono descrizioni
più ampie e dettagliate.
Orario invernale
d'apertura: 9.00-13.30 / 15.00-18.00
Orario estivo d'apertura: 9.00-13.30/ 16.00-19.00.
Gruppi max 30 persone - Biglietto € 4,50 per persona
da 18 a 65 anni
Per informazioni: tel. +39 090 9880174 - 9880594 Fax +39
090 9880175
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SALA
XXVII. Archeologia sottomarina. Sono esposti numerosi contesti
archeologici sottomarini dell'Arcipelago Eoliano, i cui fondali
costituiscono una vera e propria "miniera archeologica": carichi
di navi naufragate in tratti di mare di particolare pericolosità
soprattutto se attraversati durante un fortunale, e discariche
portuali nell'area di approdi ora scomparsi per le modifiche
subite attraverso i secoli dalla linea di costa. La visita
inizia a sinistra dell'ingresso in senso orario. Tra i complessi
più cospicui il relitto Ciabatti - Signorini da Pignataro
di Fuori, a Lipari: é uno fra i più antichi carichi del Mediterraneo,
con ceramiche di impasto della prima età del bronzo (fase
iniziale della Cultura di Capo Graziano: inizi del II millennio
a.C.) Frammenti ceramici dall'età greca arcaica all'epoca
rinascimentale, dalla discarica di uno scalo portuale ora
scomparso, antistante il Monte Rosa a Lipari. Relitto dai
fondali presso lo scoglio di Dattilo a Panarea: carico di
ceramiche a vernice nera forse prodotte in un centro greco
dell'Italia meridionale (fine del V inizi del IV sec. a.C.).
Relitto F di Capo Graziano di Filicudi. Anfore greco-italiche
e ceramica a vernice nera di probabile fabbrica eoliana (prima
metà del III secolo a.C.). Relitto della Secca di Capistello
a Lipari: anfore greco-italiche e ceramica a vernice nera
Campana A (forse di fabbrica napoletana 300-280 a.C. circa).
Relitto A Roghi della Secca di Capo Graziano di Filicudi:
nella grande "piramide scalare" al centro della sala, anfore
vinarie Dressel I A e numerosa ceramica a vernice nera Campana
B prodotta nell'Italia Centrale. Alcune monete bronzee (assi)
di età romana datano il relitto alla prima metà del II secolo
a.C. Relitto Alberti delle Formiche di Panarea: carico di
anfore vinarie di probabile provenienza campana e di vasi
acromi di minori dimensioni (anforette, brocche, etc.). Seconda
metà dei I secolo d.C. Relitto di età tardo imperiale romana
di Punta Crapazza fra Lipari e Vulcano: lingotti di stagno
probabilmente di provenienza spagnola, noccioline, "blocchetti"
di solfuro di arsenico (realgar) usato come colorante, etc.
Relitto Filicudi E o dei cannoni: tre cannoni di bronzo da
una nave da guerra spagnola del XVII secolo. |

Le antiche Terme di
San Calogero
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