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L'archeologia subacquea
a Lipari
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Splendide testimonianze del passato
emergono dai fondali delle isole Eolie!
Sin da
età preistorica grazie alla loro posizione geografica le
Eolie hanno avuto un importante ruolo nelle rotte commerciali che
interessavano ad ampio raggio il Mediterraneo da Oriente ad Occidente
passando attraverso lo stretto di Messina. Punti insidiosi per la
navigazione in antico erano la secca di Capistello e la secca del
Bagno di Lipari, la secca di Capo Graziano di Filicudi, e gli scogli
appena affioranti delle Formiche di Panarea.
Per
le navi cariche di ceramiche e di anfore piene di vino, olio, grano
e garum (la salsa di pesce particolarmente gradita ai Romani), le
Eolie costituivano stazioni di sosta nel Tirreno meridionale o di
rifornimento e scambio commerciale delle risorse locali.
Il materiale archeologico fino ad ora recuperato, frutto di scavi
effettuati a partire dagli anni '60 o di recuperi occasionali, proviene
da circa venti relitti. Lo si può ammirare visitando la sala
di Archeologia Marina del Museo Archeologico “Luigi Bernabò
Brea”a Lipari: dalla baia di Pignataro di Fuori, di fronte
al Monte Rosa di Lipari, provengono ceramiche databili all'antica
età del bronzo (inizi II millennio a.C.), fabbricate a Lipari
e destinate, forse a bordo di una piccola imbarcazione, alle isole
minori. A Filicudi e Panarea sono state trovate parecchie anfore
di età greca, mentre una macina in pietra vulcanica proviene
dalla secca del Bagno di Lipari. Grande mostra poi fanno i carichi
delle navi naufragate: un relitto datato al IV secolo a.C. fu individuato
in prossimità dello scoglio di Dattilo, sui fondali di Panarea
caratterizzati da manifestazioni di vulcanesimo secondario. La superficie
dei vasi raccolti è infatti alterata dalle incrostazioni
ferrose delle fumarole.
Il relitto di Filicudi, denominato relitto F, e quello della secca
di Capistello di Lipari, risalgono al III sec.a.C. Le navi trasportavano
vino in anfore fabbricate nell'Italia centro-meridionale (note come
anfore greco-italiche) e ceramiche varie, acrome e a vernice nera.
Dal relitto della secca di Capistello di Lipari, è stato
recuperato un bel servizio da mensa: lucerne su alto piede e piatti
da pesce. Al centro della sala spicca la grande piramide di anfore
ordinate così come dovevano essere nella stiva di una nave
di età romana (II sec.a.C.) che fece naufragio presso la
secca di Capo Graziano di Filicudi (Relitto A). Al carico appartenevano
anche ceramiche e monete di zecca romana.
Parecchie anfore provengono da relitti di età romana individuati
a Filicudi, Panarea e Vulcano.
Singolare il carico di una nave tardo romana, naufragata a Lipari,
presso Punta Crapazza (di fronte Vulcano): lingotti di stagno, nocciole
e zolle di solfuro di arsenico usato nell'antichità come
colorante.
GUARDA
LE PAGINE DEL MUSEO ARCHELOGICO DI LIPARI
E LA SEZIONE SUBACQUEA
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Il
mare di lipari e delle isole eolie
Tra
la fauna marina delle isole Eolie, le specie più comuni in questo
arcipelago sono le Meduse, i Coralli neri, le Attinie equine, il
Rombo e le Stelle di mare. Il mare delle Eolie riserva spesso la
sgradita sorpresa di incontri con le piccole e brucianti Meduse
L'Attinia equina è un fiore animale dai colori smaglianti, arancio,
verde, rosso, giallo, attaccato al fondo da un gambo robusto e carneo.
Quando un piccolo pesce si avvicina nuotando, l'attinia si anima
e afferra voracemente la preda. I
Coralli neri costituiscono gli ultimi esemplari di questa specie
esistenti nel Mediterraneo. Il Rombo è un pesce piatto e tondeggiante,
molto simile a una sogliola. Nel mare delle Eolie è ancora possibile
trovare numerose Stelle marine di colore rosso e dalle cinque braccia
tondeggianti. La stella si nutre prevalentemente di molluschi: si
attacca ai bivalvi aderendo alle due valve e vi esercita una leggera
ma continua pressione che vince la forza avversa che tiene chiuse
ermeticamente le conchiglie.
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